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Terremoto Amatrice, Fiorello su Facebook: “Attenti a chi organizza concerti per raccogliere fondi”

fiorelloIl terremoto che ha colpito il centro Italia ha lasciato stupiti tutti. In particolare il terremoto Amatrice ha provocato tantissime vittime. Proprio per questo molti artisti italiani stanno facendo beneficenza raccogliendo fondi da donare a tutti i terremotati. Tra tutti gli artisti non c’è Fiorello che ha voluto pubblicare un video su Facebook dove ha spiegato di aver fatto una donazione privata mettendo in guardia tutti i suoi utenti da eventuali prese in giro: “La macchina della solidarietà è partita proprio alla grande. 45500: stiamo mandando un sacco di soldi per gli amici del centro Italia. Volevo dire una piccola cosa. Occhio, attenzione: sono stato già invitato ad almeno quattro manifestazioni per raccogliere fondi. Occhio a queste manifestazioni che facciamo noi del mondo dello spettacolo perché il gioco deve valere la candela. Perché se organizzi uno spettacolo, poi per farlo devi spendere dei soldi perché mettere in piedi il palco… alla fine non devolvi tutto, ma ‘tutti’ meno le spese, allora non lo fare. I soldi vanno dati tutti in beneficenza altrimenti non vale la pena, perché poi le spese sono tante per fare uno spettacolo. Occhio a chi organizza questi spettacoli”.

Fiorello ha continuato il suo discorso spiegando che bisogna fare attenzione e avere fiducia solo delle onlus: “Bisogna stare attenti anche a chi organizza. Io mi fiderei di più se venisse organizzato da una onlus o una associazione affidabile, purtroppo quando succedono queste tragedie bisogna stare attenti. La storia insegna che poi uno raccoglie i soldi, fa, dice, poi quando vai a vedere dove sono finiti i soldi, non li trovi. Vorrei vedere nomi e cognomi, per chiedere alle persone che ricevono questi soldi ‘Che stai facendo? Quanto hai speso? Quando partono i lavori?’. Ora partiranno un sacco di spettacoli per le vittime del terremoto, ma bisogna stare veramente attenti. Io lo so come funziona. Lo so. Troppa gente dietro, troppi organizzatori mi fanno paura. Quando poi vedi questi cantanti che vanno a cantare: ‘Eh però sai, metà vanno in beneficenza, metà abbiamo dovuto montare questo, chiamare quello, ci vuole il video, l’affitto e il noleggio’. Per quanto mi riguarda io preferisco fare ognuno a modo suo. Io preferisco fare la mia beneficenza privata, sono fatti miei, nessuno sa niente. Ma questa cosa di dire ‘Tutti amici, andiamo e cantiamo insieme’. Se dobbiamo dirla tutta, non c’è bisogno di cantare: dai i soldi direttamente e il gioco è fatto”.

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